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$16.20La Storia
Rancore sta per riaprire le porte del suo universo e torna con un nuovo album per tutti coloro che non hanno paura di perdersi tra le sue rime in cui metafore e incastri di parole convivono con un forte immaginario emotivo:
«Volevo cambiare nome e togliermi questo rancore di dosso, ma ho capito che non esiste un nome più giusto in questo momento. Il rancore è come l’energia potenziale che si respira nell’aria prima della tempesta; è il sorriso che si distorce mentre cerchi di trattenere qualcosa che ti fa male. È lo strumento perfetto della propaganda politica per programmare e smuovere le masse. Il mondo si sta dividendo in parti sempre più piccole, fino a lasciarci soli nel nostro risentimento. Ognuno sceglie il proprio colore in una guerra che ci addormenta l’anima. Siamo ancora capaci di mischiarci, di sporcarci dei colori altrui per svegliarci a vicenda?
Ho scritto questo disco per tornare in me: ecco perché nel titolo leggi Tarek. A volte è attraverso gli altri che possiamo comprendere noi stessi, ed è grazie al prossimo che i nostri confini si definiscono.
Chiedo a te di prendere i colori e di provare a colorarmi, come atto e come simbolo, mentre io proverò a colorare te con la mia musica.
'Tarek Da Colorare' è fuori. Dentro c’è tutta la mia sporca istintività, tra dolorosa ironia e lucida follia.»

Dettagli & Artigianato
Ogni dettaglio è stato attentamente considerato per offrirti il prodotto perfetto.
Description
Rancore sta per riaprire le porte del suo universo e torna con un nuovo album per tutti coloro che non hanno paura di perdersi tra le sue rime in cui metafore e incastri di parole convivono con un forte immaginario emotivo:
«Volevo cambiare nome e togliermi questo rancore di dosso, ma ho capito che non esiste un nome più giusto in questo momento. Il rancore è come l’energia potenziale che si respira nell’aria prima della tempesta; è il sorriso che si distorce mentre cerchi di trattenere qualcosa che ti fa male. È lo strumento perfetto della propaganda politica per programmare e smuovere le masse. Il mondo si sta dividendo in parti sempre più piccole, fino a lasciarci soli nel nostro risentimento. Ognuno sceglie il proprio colore in una guerra che ci addormenta l’anima. Siamo ancora capaci di mischiarci, di sporcarci dei colori altrui per svegliarci a vicenda?
Ho scritto questo disco per tornare in me: ecco perché nel titolo leggi Tarek. A volte è attraverso gli altri che possiamo comprendere noi stessi, ed è grazie al prossimo che i nostri confini si definiscono.
Chiedo a te di prendere i colori e di provare a colorarmi, come atto e come simbolo, mentre io proverò a colorare te con la mia musica.
'Tarek Da Colorare' è fuori. Dentro c’è tutta la mia sporca istintività, tra dolorosa ironia e lucida follia.»
























